venerdì 11 gennaio 2013

L'APPROCCIO ALLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO


Spesso nella valutazione del rischio ci si perde perché non si sa da dove cominciare, certamente la norma impone un passaggio che prevede la individuazione del rischio, la sua valutazione, la sua eliminazione, ove non è possibile l'eliminazione la sua riduzione, ed infine la presa di misure prima collettive e poi individuali per la protezione da questi rischi. Oggi quasi sempre i rischi sono quasi tutti classificati e normati  quindi se si applicano le norme giuridiche e tecniche applicabili all'impiego di fatto già si agisce sul "Rischio", rimane  quindi da intervenire sul "rischio residuo" ed il "rischio emergente" (non classificato). Il testo normativo 81/2008 già propone attraverso gli allegati una serie di misure per rischi classificati, cosa significa rischio classificato? In breve significa che quei rischi sono già stati valutati ed affrontati nel passato attraverso disposti normativi, attraverso norme tecniche, attraverso evoluzioni tecnologiche che di fatto già sono una riduzione del rischio se applicate. Si ricorda sempre che il rischio pari a zero non esiste, ciò significa che rimane sempre un "quantità di rischio" che viene definito appunto "rischio residuo". Naturalmente il rischio residuo è una valutazione tecnica e compararlo al "rischio accettabile" diventa difficile perché si cambia piano di riferimento poiché il "rischio acchetabile è una valutazione morale. Ma vediamo un primo approccio per neofiti. Come sappiamo nella formula R=PxD sappiamo che il R(Rischio) è tale solo quando il Pericolo incontra l'uomo con l'esposizione. Un pericolo che non incontra mai l'uomo non sarà mai rischio. L'esposizione quindi è il più grande fronte su cui lavorare nell'ambito della prevenzione. Il lavoro si concentra quindi sulla  P (Probabilità) dell'esposizione all'uomo, ne scaturisce che l'analisi del rischio parte dalla relazione che l'uomo ha con tutto ciò che lo circonda e fa durante la sua vita e in ambito specifico del lavoro durate le ore di lavoro. Sintetizziamo qui in sei macro settori come potrebbero dividersi gli ambiti di analisi per comunicare a realizzare le valutazioni dei rischi in "relazione" alla persona. Ambiente, Gli Altri, Organizzazione, Attrezzature, Macchine, Processi.
Ambiente
-Ergonomia
-Microclima
-Locali
-Illuminazione
-Lay Out
- Impianti
- Rumore
- Antincendio
- Vie di fuga
Interferenze /Gli Altri
-Affollamento
-Colleghi
-Dirigenti e Preposti
-Ospiti
-Clienti
-Ditte esterne
Organizzazione
-Stress
-Tempi di lavoro
-Orario di Lavoro
-Quantità di Lavoro
-PIani di Evacuazione
-Informazione
-Formazione
-Addestramento
ATTREZZATURE
-Scrivanie
-Sedie
-Scale
-Computer
-Secchi
-Seghe
-Trapani
-Compressori
-Penne
-Ecc
Macchine
-Muletti
-Auto
-Autocarri
-Gru
-Auto Gru
-Macchine per lavorazione
- Saldatrici di ogni genere
- Macchine da taglio di ogni genere
-Cancelli
- Carriponte
-Ecc.
Processi
-Metodi
-Protocolli
-Software di gestione
- Vettori
-Piani di lavoro
-Modelli di qualità
-Obbiettivi aziendali
-Ecc.
Si precisa che le macro  aree qui definite possono essere sono sovrapponibili per altri tipi di analisi ed è possibile anche un raggruppamento diverso da quello presentato, cosi come  l'elenco non è certo esaustivo ma certamente da un quadro quasi a 360° di come indirizzare l'esplorazione per la valutazione. Vi sono in letteratura anche una serie di Chek liste che aiutano a cominciare a fare una prima raccolta dei rischi potenziale facendo una prima anagrafe dei rischi per poi poterli valutare e quindi operare nella loro eliminazione e/o riduzione. Ogni singola voce di ogni macrosettore prevede una trattazione specifica dedicata che indaghi la tipologia di rischio e o la combinazione di più rischi. All'interno di queste macro-aree sussistono certamente i rischi classificati di cui ne ricordiamo alcuni: Rischio elettrico, Rischio Meccanico, Rischio Chimico, Rischio Biologico, Rischio caduta, Rischio Amianto, Rischio Sanitari, Rischio stress da lavoro correlato. La trattazione della valutazione sarà oggetto di un'altro articolo Giuseppe Turrisi

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Con il neoliberismo e la moneta debito non si può fare SICUREZZA

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WITH DEBT MONEY AND NEOLIBERALISM
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